Che cosa disegno?

Che cosa disegno?

Giugno 26, 2018 Off Di Lucy

Vi è mai capitato di voler disegnare, fotografare o scrivere qualcosa ma non sapere cosa? Magari vi ritrovate con la matita in mano e la mente vuota, affetti dalla classica sindrome da foglio bianco e non ne venite a capo? 

Certo, capita a tutti di trovarsi in vacanza, puntare la macchina fotografica davanti a sé e iniziare a scattare a casaccio. Spesso qualcosa di buono ne esce, ma se si parte con un’idea precisa forse si rimane più soddisfatti e ne esce un lavoro più interessante. Vi do uno spunto su come partire col piede giusto.

LA DOMANDA FONDAMENTALE

Qual è il soggetto? Cosa voglio dipingere o fotografare? Questa è la prima domanda, imprescindibile da porsi prima ancora di muoversi, che sembra scontata ma non lo è mai.

Cosa rappresentare e dove posizionarlo nello spazio bidimensionale, sono due scelte importantissime  per poter comunicare correttamente all’osservatore finale quello che abbiamo in mente.

Potrei dividere le tipologie di soggetti che si vuole rappresentare nelle seguenti categorie:

  • Persone o animali
  • Cose (oggetti, case, auto,barche…)
  • Paesaggi
  • Azioni
  • Un’idea astratta o una sensazione (sono compresi anche i quadri astratti)

Una volta capito cosa si vuole rappresentare bisogna tenere bene in mente questa regola fondamentale: il soggetto sta SEMPRE al centro.

Ma è assurdo, direte!

E tutte  le innumerevoli composizioni non perfettamente centrate che esistono in pittura e in fotografia? 

Infatti le composizioni sbilanciate esistono, fanno parte delle scelte possibili, ma se qualcosa non è posizionato al centro del foglio o della tela semplicemente NON  è il soggetto della scena. Il soggetto sarà magari un’azione che sta compiendo la persona o la relazione tra questa persona o questa cosa e lo sfondo retrostante. Oppure l’autore ha scelto di rappresentare qualcosa solo su un lato perche il soggetto è il movimento stesso.

PERCHÉ AL CENTRO?

Il nostro occhio tende a guardare per prima cosa il centro dell’immagine e più precisamente il riquadro formato dalle linee di intersezione per poi passare ai quattro punti focali, come ci insegna la regola dei terzi

La zona aurea è l’area  di maggior tensione in cui potete inserire (o non inserire) il vostro messaggio destinato all’osservatore che più facilmente potrà recepirlo, anche incosciamente. Come quando si usa la divisione in terzi per far percepire l’immagine come equilibrata o sbilanciata. L’osservatore può anche non sapere apertamente le vostre intenzioni, ma avverte la vostra decisione interiormente, semplicemente osservando.

Forse può sembrare una regola troppo rigida, ma se si impara ad applicarla correttamente e in modo ragionato, alla fine aiuta ad esprimersi al meglio. Personalmente ora la utilizzo sempre e mi aiuta ad avere un punto di partenza da sviluppare.

E stata uno degli insegnamenti preziosi e utili che ho appreso in un corso di fotografia e per me è stata una rivelazione vera e propria. Avevo sempre applicato la regola dei terzi, sia in disegno che in fotografia, ma qui si aggiunge un concetto in più. 

Vi lascio il sito di Max Spinolo, un vero e proprio maestro per me, dove potete andare a sbirciare i suoi lavori:  http://www.maxspinolo.it e il link del suo ultimo libro Fotoracconti da marciapiede. Un libro senza foto, ma pieno di immagini

 Lui è una vera e propria forza della natura da cui prendere ispirazione e che propone corsi di fotografia validi.

Ora  passiamo a due esempi pratici per capire meglio come si può applicare questa regola e rendere anche la composizione rigida  o dinamica.

QUAL È IL SOGGETTO?

1- Anche l’occhio vuole le sua parte

Se quello che ho detto fino adesso si può applicare a questo ritratto, perchè ho posizionato le persone ai lati del foglio? Certo, ho voluto fare  un ritratto di famiglia, ma più nello specifico ho voluto rappresentare il mio CONCETTO di famiglia. Il gesto di passare il cannocchiale simboleggia il sostegno che diamo noi genitori a nostra figlia per poter superare una difficoltà, guardare avanti e trovare la propria strada. Il titolo riguarda l’occhio, che comunque è stato posizionato lungo una linea di intersezione, secondo la regola dei terzi, una posizione forte, che attira l’attenzione di chi guarda. In realtà l’occhio e una metafora della difficoltà. Nel complesso la composizione risulta dinamica perché lo sguardo di chi osserva è in continuo movimento. Si guardano i personaggi che posizionati in tre punti differenti portano quasi a girare la testa in continuazione per poi tornare al centro calamitati da quel braccio che rimane sospeso nel vuoto in attesa. 

2- Passato, presente e futuro.

In questo caso il soggetto non è l’elefante, né tantomeno la bambina che ci sta sopra. Al centro abbiamo la mano che con la bacchetta magica indica il pettirosso. 

Qui ho voluto rappresentare un augurio: quello di camminare verso il futuro mantenendomil sorriso grazie alle certezze del presente (l’elefante) ricordandosi sempre degli insegnamenti del passato (il pettirosso).

Lo so, sembra tutto molto criptico, ma non bisogna  disperarsi! Esistono anche ritratti che vogliono solo essere un ritratto! Se siete curiosi di vedere altri esempi, potete sbirciare tra i miei Lavori

Lucy